Open Stage e Coppa Shotokan. Corchiano (VT), dal 30 novembre al 2 dicembre 2018.
Dal 28 al 30 settembre 2018, in San Pietroburgo (Russia), si è svolto il 9° campionato mondiale JSKA al quale ha partecipato l'atleta Matteo del nostro dojo che ha conquistato quattro preziose medaglie.
Per il karate di viterbo sono stati giorni di soddisfazioni, passione e medaglie. Gli allenamenti e la costanza hanno dato i loro frutti sul podio.
E' per noi un onore quando ci viene a trovare il maestro Abe: uno dei padri del Karate moderno. Una passeggiata a Viterbo per un appuntamento da non mancare

Karate tradizionale e karate sportivo

 

DIFFERENZE IDEOLOGICHE TRA KARATE TRADIZIONALE E KARATE SPORTIVO (*)

 

Dopo la II Guerra Mondiale, il karate ha avuto nel mondo un’enorme espansione che ha prodotto una babele di stili, interpretazioni e di "cosiddette verità" o "modernità" tale che i maestri, veri depositari viventi, non erano più in grado di distinguere in mezzo a tutti questi "karate", la propria arte.

Il karate tradizionale non è uno stile, né una delle tante evoluzioni di questa disciplina marziale nel tempo, ma è la conservazione delle modalità di insegnamento e apprendimento originario delle tecniche e delle nozioni così come sono state diffuse dal Maestro Funakoshi e dai suoi discepoli nel corso degli anni.

Le competizioni moderne di kumite nel Karate sono state introdotte in Giappone verso la metà degli anni 40, creando così di fatto, una nuova disciplina sportiva. Prima dell'introduzione del combattimento sportivo nel karate, l'unico confronto praticato aveva regole assai diverse dalle competizioni moderne. Chi perdeva giaceva quasi sempre privo di vita e chi "vinceva" restava in vita illeso o anch'egli ferito.  Vi sono quindi due metodi diversi d'apprendimento e quindi due modi diversi di allenarsi: uno che studia il combattimento reale e l'altro il combattimento sportivo. Il M° Tetsuji Murakami diceva che bisognava scegliere quale delle due strade del Karate percorrere, quella che porta al "Budo" o quella che porta allo sport, perché sono due cose completamente diverse. Alcuni Allievi credono di poter praticare entrambe le discipline, ottenendo profitto ma non è affatto così.

Chi pratica il karate sportivo può trarre qualche vantaggio dalla pratica tradizionale, ma non è vero il contrario. Colui che pratica lo Shotokan, o qualsiasi altro stile nella ricerca dello spirito del "Budo" che ha quindi come scopo lo studio dell'armonia ed il superamento del combattimento reale, non troverà nel karate sportivo, elementi che lo favoriranno a percorrere "La Via"; sarà invece distolto da essa e dalla sua dimensione universale e la sua pratica resterà soltanto un'esperienza tecnica non finalizzata completamente né al combattimento di gare, né al combattimento reale. Il suo lavoro non si trasformerà in quell'esperienza spirituale che porta inevitabilmente alla comprensione del "KI”.

Non bisogna confondere i due metodi di ricerca, il Karate Sportivo è un attività di tutto rispetto e l'impegno degli atleti che lo praticano è paragonabile e molto spesso superiore a quello degli atleti degli sport più famosi, ma il Karate-Do del Maestro Gichin Funakoshi è un altra cosa: è una disciplina che fonda le sue radici nel Buddismo Zen, nel "Budo" (via marziale) e nel "Heiho" (via della pace).

Il Karate Sportivo adotta le tecniche del Karate-jutsu ma lo spirito che lo anima appartiene a quella grande famiglia che è lo sport e che non ha molto in comune con lo spirito del "Budo". Sono due discipline diverse che richiedono sia nell'allenamento, sia nell'atteggiamento mentale un approccio qualitativamente diverso. Nel karate sportivo ci si allena al combattimento di gara praticandolo. Nel Karate-do ci si "prepara" al combattimento vero senza poterlo mai praticare nel dojo durante l'allenamento.

Nel kumite sportivo è inevitabile che scatti il meccanismo naturale della contrapposizione, perché bisogna vincere e per poterlo fare l'unico modo è quello di accettare il confronto e combattere, questo tipo di approccio mentale non forma il praticante all'idea che è possibile vincere senza combattere, e che la vera vittoria si ottiene quando nessuno "perde" e quando riusciamo a realizzare l'unità con l'avversario fino al superamento del combattimento stesso.


 

DIFFERENZE TECNICHE

Le azioni tecniche nel karate tradizionale vengono rigorosamente generate dal completo contatto della pianta del piede, col suolo.

Attraverso l’uso di una forte e rapida azione delle anche si produce l’energia di base necessaria per creare il "colpo definitivo". L’energia così prodotta viene liberata grazie ad una serie di movimenti coordinati e connessi (tecnica) che creano la forza d’impatto necessaria e richiesta. L’energia per esempio di una tecnica di pugno, in sostanza viene rilasciata, in primo luogo partendo dalla pianta del piede, completamento appoggiata a terra, poi incrementata dall’uso delle anche, poi dall’azione delle braccia, gomiti, polsi e pugno nel momento in cui raggiunge il bersaglio. E’ assolutamente necessario che in ogni fase del processo vi sia un continuo incremento di energia.

Al momento dell’impatto la pianta del piede deve mantenere in pieno il contatto col suolo in modo che la contrazione totale della muscolatura del corpo permetta di liberare l’energia massimale sul bersaglio (l’azione qui descritta evita che il pugno rimbalzi nel momento del contatto, poiché altrimenti si avrebbe una dispersione di potenza). Se non vengono rispettati i criteri grazie ai quali si genera la "forza esterna"(connessione completa col suolo), allora l’energia di base della tecnica non può venire incrementata e non raggiungerà il livello massimo. Per contro nel Karate moderno, molte tecniche vengono generate nella parte superiore del corpo, non è richiesto il contatto completo del piede col suolo, inoltre il pugno rimbalza velocemente indietro alla fine della sua corsa.

Poi, nel Karate sportivo, il corpo è ancora in movimento nell’impatto, mentre nel Karate tradizionale il corpo si deve arrestare completamente al momento dell’impatto. Un’altra sostanziale differenza sta nel fatto che nel Karate moderno non vengono definiti i requisiti tecnici al momento dell’impatto; per loro è in effetti sufficiente che la tecnica raggiunga il bersaglio nel più breve tempo possibile.

Questa concezione è completamente differente dai fondamenti tecnici stabiliti dai regolamenti delle federazioni di karate tradizionale. Infatti se atleti di "karate moderno o sportivo" partecipassero a competizioni di "karate tradizionale" con giudici e regolamento di quest’ultimo, durante il kumite forse riuscirebbero a raggiungere il bersaglio molte volte, ma senza vedersi assegnato alcun punto a causa dei diversi fondamenti tecnici.

D’altro canto, se atleti di "karate tradizionale" partecipassero ad una competizione di karate moderno si troverebbero ad avere un timing diverso e un diverso criterio di assegnazione del punto, ecc. In conclusione per i motivi suddetti "karate tradizionale" e "karate spotivo" non solo si rifanno a fondamenti ideologici e metodologici differenti, ma sono anche incompatibili dal punto di vista della competizione.

Ogni praticante ed atleta è libero di praticare la disciplina che preferisce , è auspicabile che Karate Tradizionale e Karate moderno procedano parallelamente fianco a fianco nel rispetto della reciproca libertà di espressione e completa autonomia tecnica.

(*) Bibliografia: Enzo Cellini
     Sitografia: http://www.egamikaratedoitalia.it/documenti/[...]

 

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