Open Stage e Coppa Shotokan. Corchiano (VT), dal 30 novembre al 2 dicembre 2018.
Dal 28 al 30 settembre 2018, in San Pietroburgo (Russia), si è svolto il 9° campionato mondiale JSKA al quale ha partecipato l'atleta Matteo del nostro dojo che ha conquistato quattro preziose medaglie.
Per il karate di viterbo sono stati giorni di soddisfazioni, passione e medaglie. Gli allenamenti e la costanza hanno dato i loro frutti sul podio.
E' per noi un onore quando ci viene a trovare il maestro Abe: uno dei padri del Karate moderno. Una passeggiata a Viterbo per un appuntamento da non mancare

Allenamento

 

KIHON, KATA, KUMITE

Nel dojo del Maestro Sadri l'allenamento del karate comprende lo studio e la pratica di tre elementi, ognuno dei quali indivisibile dal tutto: il KHION, il KATA e il KUMITE.

Il kihon è l'insieme delle tecniche fondamentali. La parola kihon è composta da due sezioni: “Ki” (fondamenta o radici) e “Hon” (base). La parola Kihon ha dunque il significato della necessità di porre delle solide fondamenta, delle profonde radici per poter costruire qualche cosa di duraturo.
Come in qualsiasi altra disciplina, anche nel karate, senza una perfetta padronanza degli esercizi di base, non è possibile progredire e raggiungere notevoli livelli di pratica. Le basi del karate, i primi esercizi insegnati all'allievo, portano a imparare il corretto uso del proprio corpo, sia esso in movimento o statico. Le tecniche nel kihon vanno eseguite prima lentamente e poi velocemente, e ogni singola tecnica deve essere analizzata e compresa nella sua forma ideale. La dinamica di ogni movimento deve essere accuratamente studiata per il conseguimento della massima efficacia con il minimo sforzo. Durante la pratica del kihon si impara ad usare correttamente la propria energia, la respirazione, la coordinazione, l'equilibrio e così il funzionamento del proprio corpo. Nel Karate senza una perfetta padronanza degli esercizi di base non è possibile progredire e raggiungere alti livelli.

ll Kata è l'essenza del Karate, nella lingua giapponese Kata significa "Forma" ma la sua essenza non si riduce al solo aspetto estetico. La ricerca della perfezione nelle posizioni, negli spostamenti, nelle tecniche, nei tempi di esecuzione e nell'atteggiamento mentale ha come fine ultimo la ricerca di se stessi attraverso la massima efficacia nell'esecuzione delle tecniche Un Kata contiene sia l'aspetto fisico che quello mentale del praticante. Si tratta in concreto di esercizi codificati ed utilizzati in una simulazione di autodifesa contro avversari immaginari, sequenze il più delle volte criptiche, che si svelano al Karateka solo dopo anni di dedizione e di allenamento.

Il Kumite è una delle tre componenti fondamentali dell'allenamento nel Karate, assieme a Kata e Kihon. Il termine giapponese Kumite viene tradotto con la parola combattimento e si compone della parola “kumi”, che significa “mettere insieme”, e della sillaba “te”, che significa “mano”. Per Kumite si intende quindi l'incontrarsi con le mani: nel confronto reale come in quello di palestra è necessario un avversario. Lo scopo di un combattimento generico è quello di abbattere l'avversario, lo scopo del Kumite è invece la crescita reciproca dei praticanti. L'apprendimento del kumite avviene attraverso diverse fasi: queste fasi sono segnate da una diversa modalità di combattimento, sempre più raffinato, in modo che l'allievo possa assimilare gradualmente l'aspetto pratico e formale delle tecniche, che verranno poi collegate agli spostamenti propri e a quelli dell'avversario. 


 

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